Il nostro quartiere, il più recente della Città e forse il più mutato in questi anni, ha saputo rispondere alle sfide poste da una mediocre e dannosa gestione del territorio. E l’ha fatto con le sue forze. Ma oggi ha bisogno di essere parte di una vera Città.
di Gianluca Iodice

Quando è partita la lottizzazione “Brembo 9” siamo stati fra i primi (ma non certo fra i pochi) ad allarmarci. Abbiamo subito ravvisato un rischio, quello di diventare una nuova Zingonia, che non a caso è al centro dell’attenzione non solo a Bergamo, ma in tutta la Lombardia, per gli alti livelli di criminalità e i bassi livelli di vivibilità che la rendono particolarmente – e tristemente - nota.
Rischiamo davvero di diventare così anche noi? Leggeremo del ghetto di Brembo?
No, forse Zingonia non preme alle porte di Dalmine. Questo, nonostante gli sforzi dell’Amministrazione comunale uscente, tutti diretti a fare della nostra città una copia della zona più degradata della Provincia, un ghetto ormai fuori controllo.
Dalmine merita molto di più delle torri che ormai ingombrano con la loro inadeguata mole una fetta troppo grande del nostro territorio. Brembo merita di più dei 400 appartamenti della piccola “Hong Kong” che sta sorgendo in via Pio XII.
Certo, oggi, grazie alle sconsiderate scelte urbanistiche di cui il PD e i suoi (ex) alleati vanno tanto fieri (Verdi in testa), ci ritroviamo un nuovo quartiere – privo di servizi – incastrato fra le villette a schiera. Praticamente una nuova frazione, almeno 1200 abitanti, molti dei quali saranno extracomunitari (visto che il 25% degli appartamenti sarà destinato ad alloggi popolari).
Eppure, in questi anni, Brembo ha saputo costruirsi da sé, rispondere da sola alle proprie esigenze. Basta guardare al complesso della Parrocchia.
Brembo ha saputo fare le sue scelte e, anche senza essere sostenuta dall’Amministrazione, è stata capace di dotarsi di molti servizi indispensabili.
Sarebbe bastato non essere aggrediti. Aggrediti da una cementificazione folle, che si è mangiata quasi tutto, arrivando a stravolgere l’identità ambientale e sociale del quartiere.
Allora abbiamo bisogno di qualcosa di diverso, se vogliamo affrontare il rischio Zingonia. Ora Brembo deve scegliere.
Dobbiamo saper scegliere un’Amministrazione che eviti sin dal principio il formarsi di un ghetto, scansando la necessità di intervenire a cose fatte. Dobbiamo garantirci un futuro nel quale Brembo resti – per quanto possibile – una bella zona fatta di case a misura d’uomo e tanto verde.
Dobbiamo volere meno Zingonia e più Brembo. Per avere più Brembo - per avere un quartiere più vivibile - dobbiamo scegliere di essere parte di una Dalmine che vuole avere il ruolo di una Città vera e propria: che vuole essere più Dalmine.
Una Città forte e libera, non il terreno di conquista della speculazione edilizia. Una città sicura, dove sia garantita la legalità, che integri e non ghettizzi.
Una Città con meno cemento, una Città in cui – fra Brembo e Mariano – sorga uno splendido “Central Park”, una Città che sappia finalmente valorizzare il Parco del Brembo, facendo sì che i dalminesi non debbano “emigrare” alla Roncola di Treviolo per godere di un po’ di natura e fare un sport all’aria aperta.
E allora dobbiamo scegliere Claudia Terzi come prossimo Sindaco di Dalmine, perché Claudia Terzi – insieme al Popolo della Libertà che la sostiene - vuole, semplicemente, più Dalmine.
Vi pare poco?
http://terzisindacodalmine.blogspot.com
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