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POLITICA
Cultura, scriviamo tutta un’altra storia
4 giugno 2009

Bilancio e prospettive della cultura a Dalmine

di e.p.



La politica culturale a Dalmine in questi dieci anni è stata vissuta in modo patetico e generico - per non dire inadatto - alla dimensione (non solo quantitativa) locale. Lo dimostrano le straordinarie lungaggini nella esecuzione delle opere della struttura dell’ex-mensa aziendale per il relativo adeguamento alla funzione bibliotecaria (non certo voluta da questa amministrazione), l’incertezza di progetti culturali sostanzialmente legati alle manovre individuali di pochi “eletti” e addetti ai lavori, quasi sempre monopolizzate da una visione marginalistica e vagamente efficientistica, la gestione ancora pre-industriale degli spazi bibliotecari.

Noi auspichiamo un rinnovamento della sensibilità culturale che passi attraverso una cooptazione attiva del territorio (altro che territorio come palcoscenico di questi anni…), un profilo programmatico che non si esaurisca in slogan occasionali o in vaghi intrattenimenti spesso solo per pochi utenti, un convinto adeguamento dei tempi di apertura della biblioteca andando incontro alle esigenze di una utenza sempre più vasta ma considerata poco più che una passività di bilancio. A questo riguardo, vorremmo, ad esempio, che fosse data la possibilità di un’apertura ininterrotta durante alcuni giorni della settimana e ovviamente in momenti serali. Consideriamo parimenti importante un coinvolgimento concreto della comunità dalminese, che ha assistito a una parcellizzazione episodica della “strategia” culturale di questi anni.

Far crescere in cultura una comunità costa fatica e impegno organizzativo e finanziario. A noi sembra che si siano fatti dei passi indietro e che Dalmine non abbia tratto giovamento dalle scelte di questi anni. Proprio perché consideriamo l’ambito culturale uno degli assi portanti di una comunità (tormentata e vessata da discutibilissime scelte che hanno sconvolto il territorio in ogni suo aspetto) diamo volentieri l’appoggio al programma di Claudia Terzi, che ha voluto e saputo mettere al centro del programma di lavoro per la prossima amministrazione la gestione di una consapevole, coerente e convinta attivazione culturale per tutta comunità dalminese.

http://terzisindacodalmine.blogspot.com

Pillole di programma
PIÙ VIVIBILITÀ


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permalink | inviato da VOCIDALMINESI il 4/6/2009 alle 23:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
POLITICA
Progetto di governo del candidato Sindaco Claudia M. Terzi
4 giugno 2009
POLITICA
Non solo sicurezza …
4 giugno 2009

di Gianluca Iodice

I problemi di Guzzanica non si esauriscono con la prostituzione, benché questa sia l’emergenza più visibile.

In particolare, il quartiere ha bisogno di diventare parte integrante di Dalmine, da cui è separato dal traffico dell’ex Provinciale. La priorità e dunque quella della circonvallazione est, una struttura capace di liberare la Città da camion (che invadono Guzzanica senza interruzioni) e intasamenti, nonché di riconnetterla con il resto dell’abitato. Senza contare la limitazione del traffico pericoloso e fastidioso al centro del quartiere.

Ma Guzzanica merita anche altro, a partire dal rifacimento della piazza, promessa da tanto tempo e ancora ridotta a un degradante spazio vuoto a fare da sagrato davanti alla Chiesa.

http://terzisindacodalmine.blogspot.com

Pillole di programma
PIÙ VIVIBILITÀ

POLITICA
Guzzanica, la “Cenerentola di Dalmine”. Per quanto ancora?
4 giugno 2009

Nulla è cambiato nel quartiere, ancora ostaggio del racket della prostituzione. Senza contare il traffico da tempo al limite del collasso. Oggi Guzzanica può però cogliere l’occasione del cambiamento e ritornare al centro dell’attenzione della Città

di Gianluca Iodice



Il buonismo non ha ancora smesso di governare Dalmine. Il 24 ottobre del 2007 era stato depositato presso la Procura della Repubblica di Bergamo un esposto preparato con il supporto di Dalmine Città Aperta e di Claudia Terzi – allora semplice Consigliere Comunale, ora candidato sindaco - e firmato da diciotto abitanti di Guzzanica.

Tema dell’esposto, la richiesta di interventi da parte delle autorità competenti nei confronti di un fenomeno in crescita, quello della prostituzione, che riduce la libertà e la sicurezza individuali, e quindi la concreta possibilità dei cittadini di vivere appieno il proprio quartiere.

A quanto pare, nulla è cambiato. Mi basterebbe ripetere quel che avevo scritto due anni fa: «un intero quartiere di Dalmine è invaso dalle “belle di notte”: Guzzanica. Quella che molti dei suoi abitanti da tempo chiamano la “Cenerentola” di Dalmine si trova infatti in posizione più che strategica per il commercio notturno di prestazioni sessuali. Stretta fra l’A4 e la SS 525 (l’ex Provinciale), all’imbocco del casello autostradale e della Via delle Valli (altro bazar notturno del sesso a pagamento), dotata nelle adiacenze di ampi parcheggi dove potersi appartare, Guzzanica la prostituzione se la trova in casa: fino nei cortili dei condomini e nei giardini delle villette». E via dicendo.

Al tempo, il Sindaco – quello uscente – si affidava al senso civico, quello di viados, prostitute e protettori. Quasi una presa in giro nei confronti di cittadini costretti a convivere con il problema.

Lo stesso Sindaco si trincerava dietro alla scusante dell’impossibilità per il Primo Cittadino di intervenire in merito in base alla normativa vigente. Spiegazione discutibile, ma preferisco sorvolare sul merito per amor di brevità.

Il fatto è che, in realtà, qualcosa è cambiato. Il “decreto sicurezza” prevede nuovi poteri per i Sindaci, che ora possono intervenire con molti più strumenti a difesa della legalità e dei cittadini. Verso la fine dello scorso anno mi son permesso una piccola “provocazione”, invitando il Sindaco ad approfittare dei nuovi poteri a disposizione. Volevo verificare la buona fede del PD, ben conscio del disagio che la Sinistra prova di fronte al tema sicurezza. Come mi attendevo, non c’è stata alcuna risposta.

L’argomento non è nelle corde della coalizione di Centrosinistra, che nel suo programma per le imminenti elezioni propone il minimo indispensabile, tenendosi ben dentro i confini del politicamente corretto e sottovalutando così i profondi disagi che questo atteggiamento comporta per i cittadini.

A questo punto, non resta che liberarsi del buonismo e dei suoi campioni. Non rimane che scegliere chi da anni si batte in Consiglio Comunale e fuori, per strada, per ottenere sicurezza, senza paura di offendere certe anime belle.

Insomma, non resta che votare Claudia Terzi e i partiti che la sostengono, a partire dal Popolo della Libertà.

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Pillole di programma
PIÙ SICUREZZA

POLITICA
Meno Zingonia, più Dalmine, più Brembo
4 giugno 2009

Il nostro quartiere, il più recente della Città e forse il più mutato in questi anni, ha saputo rispondere alle sfide poste da una mediocre e dannosa gestione del territorio. E l’ha fatto con le sue forze. Ma oggi ha bisogno di essere parte di una vera Città.

di Gianluca Iodice



Quando è partita la lottizzazione “Brembo 9” siamo stati fra i primi (ma non certo fra i pochi) ad allarmarci. Abbiamo subito ravvisato un rischio, quello di diventare una nuova Zingonia, che non a caso è al centro dell’attenzione non solo a Bergamo, ma in tutta la Lombardia, per gli alti livelli di criminalità e i bassi livelli di vivibilità che la rendono particolarmente – e tristemente - nota.

Rischiamo davvero di diventare così anche noi? Leggeremo del ghetto di Brembo?

No, forse Zingonia non preme alle porte di Dalmine. Questo, nonostante gli sforzi dell’Amministrazione comunale uscente, tutti diretti a fare della nostra città una copia della zona più degradata della Provincia, un ghetto ormai fuori controllo.

Dalmine merita molto di più delle torri che ormai ingombrano con la loro inadeguata mole una fetta troppo grande del nostro territorio. Brembo merita di più dei 400 appartamenti della piccola “Hong Kong” che sta sorgendo in via Pio XII.

Certo, oggi, grazie alle sconsiderate scelte urbanistiche di cui il PD e i suoi (ex) alleati vanno tanto fieri (Verdi in testa), ci ritroviamo un nuovo quartiere – privo di servizi – incastrato fra le villette a schiera. Praticamente una nuova frazione, almeno 1200 abitanti, molti dei quali saranno extracomunitari (visto che il 25% degli appartamenti sarà destinato ad alloggi popolari).

Eppure, in questi anni, Brembo ha saputo costruirsi da sé, rispondere da sola alle proprie esigenze. Basta guardare al complesso della Parrocchia.

Brembo ha saputo fare le sue scelte e, anche senza essere sostenuta dall’Amministrazione, è stata capace di dotarsi di molti servizi indispensabili.

Sarebbe bastato non essere aggrediti. Aggrediti da una cementificazione folle, che si è mangiata quasi tutto, arrivando a stravolgere l’identità ambientale e sociale del quartiere.

Allora abbiamo bisogno di qualcosa di diverso, se vogliamo affrontare il rischio Zingonia. Ora Brembo deve scegliere.

Dobbiamo saper scegliere un’Amministrazione che eviti sin dal principio il formarsi di un ghetto, scansando la necessità di intervenire a cose fatte. Dobbiamo garantirci un futuro nel quale Brembo resti – per quanto possibile – una bella zona fatta di case a misura d’uomo e tanto verde.

Dobbiamo volere meno Zingonia e più Brembo. Per avere più Brembo - per avere un quartiere più vivibile - dobbiamo scegliere di essere parte di una Dalmine che vuole avere il ruolo di una Città vera e propria: che vuole essere più Dalmine.

Una Città forte e libera, non il terreno di conquista della speculazione edilizia. Una città sicura, dove sia garantita la legalità, che integri e non ghettizzi.

Una Città con meno cemento, una Città in cui – fra Brembo e Mariano – sorga uno splendido “Central Park”, una Città che sappia finalmente valorizzare il Parco del Brembo, facendo sì che i dalminesi non debbano “emigrare” alla Roncola di Treviolo per godere di un po’ di natura e fare un sport all’aria aperta.

E allora dobbiamo scegliere Claudia Terzi come prossimo Sindaco di Dalmine, perché Claudia Terzi – insieme al Popolo della Libertà che la sostiene - vuole, semplicemente, più Dalmine.

Vi pare poco?

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Pillole di programma

MENO CEMENTO




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POLITICA
Una piazza, mille promesse, una certezza
4 giugno 2009

di Alessio Negri

Da anni, e dopo mille promesse da parte dell’attuale Amministrazione comunale di Centrosinistra, i cittadini di Sforzatica S. Maria stanno aspettando la realizzazione della nuova piazza S. Maria D’Oleno.

Solo ora, guarda caso in periodo di campagna elettorale, l’attuale Amministrazione comunale ha presentato alcuni progetti nati da un concorso di idee. Di concreto, tuttavia, non è stato realizzato nulla.

I cittadini di Sforzatica S. Maria hanno però ora un’opportunità reale di scelta, a favore di un Centrodestra che ha nel proprio programma la realizzazione della nuova piazza e nel proprio carattere l’abitudine consolidata di attuare quello che promette.

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Pillole di programma
PIÙ VIVIBILITÀ




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POLITICA
L’antenna per la telefonia mobile in via Cascina Nuova: una storia da non dimenticare
4 giugno 2009

di Alessio Negri

Non è passato molto tempo dalla famosa questione della posa del palo per la telefonia mobile in via Cascina Nuova.

Una questione nata da un vuoto amministrativo in ordine al posizionamento di questi famigerati pali per le telecomunicazioni, che nonostante quello che i gestori di telefonia raccontano bene non fanno alla salute di chi vive nelle loro vicinanze.

È doveroso, ora, in periodo di elezioni, ricordare la strenua opposizione alla posa del palo da parte degli abitanti del quartiere di Sforzatica S. Maria, lasciati però soli dall’attuale Amministrazione Comunale di Centrosinistra, prima sorda alle richieste che venivano dai residenti e poi colpevolmente latitante.

Oggi, proprio quegli amministratori che hanno abbandonato a loro stessi i cittadini di Sforzatica S. Maria nella spinosa questione ne richiedono i voti per le prossime elezioni amministrative.

Sono sicuro che ora, però, i cittadini di Sforzatica S. Maria abbiano un’occasione imperdibile: presentare un conto salato a chi non li ha ascoltati a dovere.

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Sforzatica S. Maria: una frazione … a sfondo chiuso?
4 giugno 2009

Urbanistica, viabilità, verde e parcheggi

di Alessio Negri



Con la realizzazione ancora in corso del raddoppio della “Strada delle Valli” e del suo interramento – che determina una situazione chiaramente temporanea e finalizzata a un cospicuo miglioramento della viabilità - sono venute ancor più alla luce le problematiche connesse alla circolazione automobilistica nel quartiere di Sforzatica S. Maria, rendendo evidente quanto il traffico da attraversamento impatti sull’equilibrio generale del quartiere.

È ormai sotto gli occhi di tutti infatti la difficile situazione sia viabilistica che dei parcheggi e del verde pubblico, soprattutto nella parte centrale e settentrionale della frazione, compresa tra via Vailetta e la “Cascina Nuova”. Vi sono molte strade strette, perlopiù senza marciapiede, che sono a fondo chiuso. I parcheggi e il verde pubblico sono pressoché inesistenti.

Ma di tutto questo l’attuale Amministrazione Comunale di Centrosinistra non si è mai concretamente interessata.

Anzi, con il Piano Regolatore del 2004 la prevista espansione urbana della frazione di Sforzatica S. Maria - con il conseguente aumento di popolazione non accompagnato da un proporzionale aumento dei servizi ai cittadini - porterà solo ad un aggravio del problema viabilità, con i connessi problemi relativi a parcheggi e verde pubblico.

Per togliere il quartiere di Sforzatica S. Maria da questa situazione di disagio, occorre integrare l’attuale viabilità con una rete stradale di circonvallazione, connettendovi le strade a fondo chiuso del quartiere, che verranno così ad immettersi in una rete viabilistica omogenea e razionale. I flussi del traffico nel nostro quartiere risulteranno snelliti, dirottando l’attraversamento dei non residenti fuori dall’abitato. Si potrà inoltre mettere mano al problema dei parcheggi e del verde alberato pubblico mancanti, che potranno essere opportunamente collocati in adiacenza della stessa circonvallazione.

È allora tempo di cambiare rotta, nella direzione di un Centrodestra che concretamente affronti e risolva i problemi dei cittadini, per sentirsi orgogliosi di appartenere a Dalmine.

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POLITICA
Qualcosa di meglio?
4 giugno 2009

Un bilancio degli ultimi dieci anni, fra urbanistica e ambiente

di Alessio Negri



In vista dell’appuntamento elettorale del 6-7 giugno mi pare doveroso fare un breve bilancio dei dieci anni di amministrazione Bruschi per quanto riguarda l’urbanistica e l’ambiente. La domanda principale che credo sia necessario porsi è: dopo questi dieci anni la qualità della vita e del territorio sono migliorate?

Con il PRG del 2004 abbiamo assistito alla completa cementificazione del territorio comunale, con un ampliamento e una crescita della città abnormi rispetto alle reali esigenze della popolazione. Tale crescita (non ancora giunta al suo culmine) non ha visto peraltro un proporzionale aumento di offerta di servizi pubblici. Per di più, la tipologia dei nuovi insediamenti nulla ha a che fare con quanto già esistente sul territorio.

Il tutto è poi condito dai cosiddetti ecomostri sorti sul territorio: a mo’ di esempio, basterà citare la residenza-carcere per gli studenti universitari e la “torre” stile New York in via Pesenti, situata ai confini del parco del Brembo e prospettante sulla sottostante zona di pregio ambientale.

Se si parla di ambiente, d’altro canto, non si può fare a meno di accennare proprio al Parco del Brembo, che – come istituzione - costa ai cittadini di Dalmine un sacco di soldi, ma in pratica non ha mai prodotto alcunché di concreto, rimanendo solamente un altro costoso ente da mantenere, mentre un’area naturale di pregio quale quella sulla quale il Parco insiste si sta degradando sempre più.

La risposta alla domanda iniziale – se la qualità dell’ambiente sia migliorata in questi anni a Dalmine - si dà quindi da sé. È ora, senza dubbio, di cambiare rotta. E il timone l’hanno in mano i cittadini.

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Solidali? A seconda
4 giugno 2009

di Laura Virgopia

Di norma, l’amministrazione degli alloggi comunali viene gestita direttamente dai competenti uffici comunali o, in alternativa, delegata a uffici esterni (quali studi di amministrazione oppure attraverso la stipula di una convenzione con l’Aler di Bergamo, rigettata dal nostro comune). I relativi costi di gestione sono tuttavia a carico delle casse comunali. Alcuni inquilini della casa comunale di via Trattati di Roma segnalano di dover versare la quota pari al 50% delle spese di amministrazione, spesa che influisce notevolmente sul bilancio familiare. La Legge non ammette ignoranza, questo è vero: sul contratto il pagamento è chiaramente scritto e chiaramente controfirmato per accettazione da ciascun assegnatario. Tuttavia mi domando se quanto operato – ovvero addebitare spese non di loro competenza a nostri concittadini con qualche difficoltà economica, a fronte di spese che si potrebbero evitare – sia il degno vessillo di un’amministrazione che si propone – e si considera - tanto “solidale”.

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